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Autore: Fausto Nardi

L’arte del costruire secondo Renzo Piano: cosa insegna davvero al mercato immobiliare

Quando si parla di architettura, spesso si pensa agli edifici iconici, alle firme celebri, alle grandi opere. Ma la lezione “L’arte del costruire” che Renzo Piano ha tenuto al Politecnico di Milano alla presenza del Presidente Sergio Mattarella ci lascia un messaggio molto più concreto e vicino alla quotidianità di chi vive, vende, acquista o investe in una casa:

costruire non significa semplicemente edificare. Significa migliorare il modo in cui le persone vivono gli spazi.

La bellezza non è un lusso: influenza il valore delle case

Durante l’incontro è emerso un concetto semplice ma molto potente: la bellezza migliora la qualità della vita.

E nel mercato immobiliare questo non è affatto un dettaglio.

Una casa non vale solo per i suoi metri quadrati o per il numero delle stanze. Conta anche ciò che la circonda:

  • quartieri curati;
  • verde pubblico;
  • servizi raggiungibili;
  • spazi ben mantenuti;
  • qualità urbana.

Gli immobili non vivono isolati. Vivono dentro un contesto.

E spesso è proprio il quartiere a determinare quanto una casa sarà desiderata oggi — e quanto potrà aumentare di valore domani.

La vera domanda, infatti, non è più soltanto:

“Quanto vale questa casa?”

Ma anche:

“Come evolverà questa zona nei prossimi anni?”

Il futuro del mercato immobiliare è nel recupero dell’esistente

Non è un caso che Renzo Piano abbia mostrato a Mattarella il progetto della Goccia della Bovisa, una grande area industriale milanese destinata a rigenerazione urbana.

Il messaggio è chiaro:

le città del futuro cresceranno meno in espansione e più in trasformazione.

Tradotto in chiave immobiliare significa:

  • recuperare immobili inutilizzati;
  • riqualificare appartamenti datati;
  • valorizzare edifici da ristrutturare;
  • trasformare spazi obsoleti in nuove opportunità abitative.

Un tema particolarmente attuale anche nelle nostre città, dove molte delle migliori occasioni immobiliari si trovano proprio in immobili che, a prima vista, sembrano aver perso attrattiva.

Ma spesso il vero valore è nascosto nel potenziale.

Nessun immobile è perfetto, ma molti hanno potenzialità

Uno degli aspetti più interessanti della lezione riguarda il metodo di Renzo Piano con gli studenti.

Nel suo laboratorio, i ragazzi studiano progetti reali dell’architetto cercando errori e possibili miglioramenti. Anche nei lavori di uno dei più grandi architetti del mondo.

Una lezione che può insegnare molto anche nel settore immobiliare:

non esistono immobili perfetti. Esistono immobili ben interpretati.

Una distribuzione da ripensare, una ristrutturazione intelligente, una valorizzazione più efficace o una nuova idea degli spazi possono cambiare completamente la percezione — e il valore — di una casa.

Costruire bene significa migliorare la vita delle persone

Forse il messaggio più interessante emerso dall’incontro tra Renzo Piano e Mattarella è questo:

costruire non significa soltanto realizzare edifici. Significa migliorare il modo in cui le persone vivono.

Ed è una riflessione che riguarda anche il mercato immobiliare.

Perché il valore di una casa non si misura solo nel prezzo.

Si misura anche nella qualità della vita che riesce a offrire a chi la abiterà.


Contenuto a cura di Fausto Nardi consulente e professionista immobiliare

Piano Casa 2026: cosa prevede e cosa manca davvero al mercato immobiliare

Negli ultimi giorni il Governo ha presentato il nuovo Piano Casa, accompagnato da un intervento parallelo per rendere più rapide le procedure di sgombero degli immobili occupati abusivamente.

Due provvedimenti che hanno un obiettivo comune:
aumentare la disponibilità di abitazioni e facilitare l’accesso alla casa.

Ma, come spesso accade, è altrettanto importante capire non solo cosa c’è nel piano, ma anche cosa manca.


Cosa prevede il Piano Casa

Il Piano si muove su tre direttrici principali:

  • recupero di immobili pubblici oggi inutilizzati
  • realizzazione di nuovi alloggi a canone calmierato
  • coinvolgimento di investitori privati per aumentare l’offerta

L’obiettivo è intervenire su un mercato sempre più in difficoltà, soprattutto per chi cerca casa in affitto o non riesce ad accedere al mercato libero.

È una misura strutturale, che guarda al medio-lungo periodo.


Il limite principale: non si interviene sugli immobili privati inutilizzati

Accanto a questi interventi, però, emerge un punto critico.

Nel Piano Casa non c’è una strategia chiara per:

la reimmissione sul mercato degli immobili privati oggi vuoti

Eppure si tratta di un tema centrale.

In Italia esiste già un patrimonio immobiliare significativo che resta inutilizzato:

  • case sfitte da anni
  • immobili ereditati e non gestiti
  • abitazioni che richiederebbero interventi minimi per essere utilizzate

Questo rappresenta l’offerta più immediata disponibile, senza bisogno di costruire nulla.


Perché questi immobili restano fuori dal mercato

La domanda giusta non è quante case mancano, ma:

perché molte case esistenti non vengono utilizzate?

Le ragioni sono concrete e ricorrenti:

  • timore di morosità
  • paura di occupazioni abusive
  • difficoltà nel rientrare in possesso dell’immobile
  • gestione percepita come complessa
  • incertezza normativa

In molti casi, la scelta di non affittare non è economica, ma difensiva.


Il collegamento con il provvedimento sugli sgomberi

Ed è qui che il secondo intervento del Governo diventa interessante.

Il provvedimento sugli sgomberi punta a:

  • ridurre i tempi per liberare gli immobili occupati abusivamente
  • rendere più rapide le procedure giudiziarie
  • restituire l’immobile al proprietario in tempi più certi

In sostanza, interviene su una delle paure principali che tengono ferme molte case.


Può diventare un incentivo reale?

Se applicato in modo efficace, questo intervento può avere un effetto importante:

ridurre il rischio percepito da parte dei proprietari

E questo cambia completamente lo scenario.

Perché:

  • una casa vuota oggi è spesso una scelta di tutela
  • una maggiore certezza nei tempi di recupero può trasformarla in un’opportunità

Cosa manca per completare il quadro

Il Piano Casa, così com’è, interviene sull’offerta futura.
Il tema degli sgomberi incide sulla sicurezza.

Ma manca ancora un passaggio fondamentale:

un piano esplicito per attivare il patrimonio immobiliare privato esistente

Che potrebbe includere:

  • incentivi alla locazione
  • semplificazione gestionale
  • maggiore stabilità normativa

La lettura corretta del momento

Oggi il mercato si trova in una situazione particolare:

  • domanda ancora presente
  • offerta limitata
  • molti immobili inutilizzati per scelta dei proprietari

Il vero equilibrio non dipenderà solo da nuove costruzioni, ma dalla capacità di rimettere in circolo ciò che già esiste.


Una riflessione per i proprietari

Se possiedi un immobile oggi fermo, il contesto sta cambiando.

La maggiore attenzione sul tema degli sgomberi e della tutela della proprietà potrebbe rendere:

più sostenibile — e meno rischioso — rimettere quell’immobile sul mercato


Conclusione

Il Piano Casa rappresenta un passo importante, ma non sufficiente da solo.

La vera svolta, nel breve periodo, potrebbe arrivare da un fattore meno evidente:

la fiducia dei proprietari

Perché è proprio da lì che passa la possibilità di aumentare davvero l’offerta e rendere il mercato più accessibile.


Vuoi capire come valorizzare un immobile oggi inutilizzato?

Se hai una casa ferma e vuoi valutare:

  • se conviene venderla o affittarla
  • quali rischi esistono davvero oggi
  • come gestirla in modo più sicuro

contattaci per una consulenza.

Valutare bene oggi significa evitare errori domani.


Contenuto curato da Fausto Nardi, professionista immobiliare

Latina città di fondazione: perché questo tema può influenzare il valore degli immobili

Negli ultimi giorni a Latina si è tornati a parlare di identità urbana e futuro della città.
Sabato 11 aprile 2026, presso il Circolo Cittadino, si è svolto un convegno dedicato al tema delle “città di fondazione”, un argomento che può sembrare lontano dal mercato immobiliare, ma che in realtà ha implicazioni molto concrete.

Ma cosa significa davvero per chi possiede o vuole vendere casa a Latina?


Latina: una città progettata, non casuale

Latina una città nata da un progetto preciso, con un’idea chiara di spazio urbano, organizzazione e vivibilità.

Questo elemento, per anni dato quasi per scontato, se non addirittura trascurato, oggi torna centrale.

Sempre più spesso, infatti, si parla di Latina come di una città con un’identità riconoscibile, inserita nel gruppo delle città di fondazione italiane.


Perché questo tema riguarda il mercato immobiliare

Chi vende casa tende a concentrarsi su aspetti come:

  • metratura
  • stato dell’immobile
  • piano e esposizione

Tutti elementi fondamentali. Ma oggi non bastano più.

Il mercato è cambiato.

Chi compra — soprattutto nella fascia 30–45 anni — è più attento, più informato e soprattutto più selettivo.
Non cerca solo una casa, ma un contesto in cui riconoscersi.

Ed è qui che entra in gioco il valore dell’identità urbana.


Il ruolo della percezione: un fattore spesso sottovalutato

Il convegno di sabato ha riportato al centro un concetto chiave:
la percezione della città incide sulla sua attrattività.

E questo ha effetti diretti anche sul mercato immobiliare.

Una città che viene raccontata e valorizzata come:

  • coerente urbanisticamente
  • riconoscibile
  • con una storia precisa

diventa più interessante per chi deve acquistare casa.


Due immobili simili, risultati diversi

Nel lavoro quotidiano succede sempre più spesso:

due immobili con caratteristiche simili ottengono risultati diversi.

Perché?

Non cambia solo la casa.
Cambia il modo in cui viene:

  • posizionata sul mercato
  • raccontata
  • inserita nel contesto urbano

Oggi vendere casa significa anche saper comunicare il valore del contesto, non solo quello dell’immobile.


Latina verso il 2032: cosa aspettarsi

Il tema delle città di fondazione non è episodico.

Si inserisce in un percorso più ampio che porterà Latina verso il centenario del 2032.
Questo significa che nei prossimi anni ci sarà sempre più attenzione su:

  • identità della città
  • valorizzazione urbana
  • iniziative culturali e territoriali

Tutti elementi che, nel tempo, possono incidere sulla percezione e quindi anche sul valore degli immobili.


Cosa significa oggi per chi vuole vendere casa

Per un proprietario, questo scenario si traduce in una cosa molto concreta:

non basta più mettere casa sul mercato.

Serve:

  • un corretto posizionamento del prezzo
  • una strategia di presentazione
  • una comunicazione che valorizzi anche il contesto

Perché oggi il valore di un immobile non dipende solo da ciò che è,
ma anche da come viene percepito.


Conclusione

Quando cambia il modo in cui una città viene raccontata,
cambia anche il modo in cui vengono percepite le case.

Se stai pensando di vendere, questo è il momento giusto per capire come posizionare il tuo immobile nel mercato attuale.

Una valutazione corretta oggi non riguarda solo i metri quadri,
ma il contesto in cui l’immobile si inserisce.

Puoi approfondire qui l’evento:
Visioni urbane tra le città di fondazione Latina 2026

Contenuto ad opera di Fausto Nardi, professionista immobiliare

Mercato immobiliare: cosa sta succedendo davvero a Latina tra compravendite e affitti

Il mercato immobiliare italiano nel 2026 promette segnali di crescita. Secondo un recente comunicato stampa di FIAIP, si è registrato un aumento, nel 2025, delle compravendite del +6,5% e una crescita ancora più marcata nel settore delle locazioni (+7%).

Ma cosa significano davvero questi numeri per chi vuole vendere, comprare o affittare casa a Latina?

In questo articolo analizziamo il dato nazionale e lo traduciamo in chiave locale, per capire cosa sta succedendo concretamente nel nostro mercato.


Compravendite in crescita: ma non per tutti gli immobili

Il +6,5% segnalato da FIAIP è un dato positivo, ma va interpretato correttamente.

A Latina il mercato è attivo, ma selettivo.

Oggi vendono con maggiore facilità:

  • immobili con prezzo allineato al mercato
  • case in buono stato o con lavori contenuti
  • soluzioni in zone richieste

Al contrario, restano fermi:

  • immobili fuori prezzo
  • case con criticità non gestite (urbanistiche, catastali o strutturali)
  • proposte poco valorizzate

Cosa significa per chi vende casa

Il mercato non è fermo, ma non è nemmeno permissivo.

Questo significa che:

  • non basta pubblicare un annuncio per vendere
  • il prezzo iniziale è determinante
  • la preparazione dell’immobile incide direttamente sui tempi di vendita

Oggi più che mai, vendere bene significa partire bene.


Affitti in forte crescita: a Latina la domanda supera l’offerta

Il dato più interessante del comunicato riguarda le locazioni: +7% a livello nazionale.

A Latina, però, la situazione è ancora più evidente.

Cosa sta succedendo davvero

  • la domanda di affitti è molto alta
  • gli immobili disponibili sono pochi
  • i tempi di affitto sono rapidissimi

Questo scenario è determinato da diversi fattori:

  • difficoltà di accesso al mutuo per alcune famiglie
  • aumento dei prezzi di acquisto
  • riduzione dell’offerta nel mercato delle locazioni tradizionali

Le conseguenze

  • canoni in aumento
  • maggiore selezione degli inquilini
  • immobili affittati in pochi giorni

Il vero problema del mercato: la scarsità di immobili

Sia nel comparto vendite che affitti, emerge un elemento chiave: manca prodotto.

A Latina oggi:

  • pochi immobili ben posizionati in vendita
  • pochissime case disponibili in affitto

Questo crea uno squilibrio che incide direttamente su:

  • prezzi
  • tempi
  • dinamiche di trattativa

Opportunità per i proprietari: perché questo è il momento giusto

Alla luce dei dati riportati da FIAIP e dell’andamento locale, il 2025 rappresenta un momento strategico per i proprietari.

Se stai pensando di vendere

Hai un mercato favorevole, ma:

  • devi posizionare correttamente il prezzo
  • devi presentare l’immobile nel modo giusto
  • devi evitare errori iniziali che rallentano la vendita

Se stai pensando di affittare

Questo è uno dei momenti migliori degli ultimi anni:

  • alta domanda
  • tempi ridotti
  • rendimenti in crescita

Rimettere sul mercato un immobile oggi può portare risultati concreti in tempi brevi.


E per chi compra casa?

In un mercato come quello attuale:

  • trovare l’immobile giusto richiede più attenzione
  • i tempi decisionali si accorciano
  • la preparazione finanziaria (mutuo) è fondamentale

Chi è pronto, oggi, ha un vantaggio competitivo reale.


Conclusione: il mercato cresce, ma serve strategia

Il comunicato di FIAIP fotografa un mercato in ripresa, ma la realtà di Latina è più articolata.

Non basta sapere che il mercato cresce.

Serve capire:

  • cosa vendere
  • come venderlo
  • quando muoversi

Perché oggi la differenza non la fa il mercato.

La fa la strategia.


Vuoi capire quanto vale oggi la tua casa a Latina?

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Articolo a cura di: Fausto Nardi, consulente immobiliare a Latina

Come cambia la domanda abitativa a Latina: il boom delle famiglie mononucleo

A Latina oltre 1 famiglia su 3 è composta da una sola persona: cosa significa per il mercato immobiliare?

Secondo i dati pubblicati da Latina Oggi, nel Comune di Latina le famiglie composte da una sola persona sono 20.098 su 56.210 totali.

Tradotto in percentuale: circa il 35,8% delle famiglie vive da sola.
Significa che più di 1 nucleo su 3 è mononucleo.

Un dato che non è solo statistica demografica, ma una vera chiave di lettura per capire come sta cambiando – e cambierà – il mercato immobiliare locale.


1. Il profilo abitativo sta cambiando

Se oltre un terzo delle famiglie è composto da una sola persona, è evidente che:

  • non tutti cercano case grandi;
  • non tutti hanno bisogno di tre camere;
  • non tutti vogliono sostenere costi elevati di gestione.

A Latina sta emergendo con forza una domanda orientata verso:

  • bilocali e trilocali compatti
  • appartamenti funzionali, ben distribuiti
  • immobili in zone servite e centrali
  • soluzioni con spazi esterni contenuti ma fruibili

La casa non è più solo “familiare” in senso tradizionale. Sempre più spesso è individuale.


2. Opportunità per chi vende

Chi possiede:

  • appartamenti di piccola o media metratura
  • immobili in centro o in quartieri ben collegati
  • soluzioni senza grandi spazi inutilizzati

oggi intercetta una fetta di mercato ampia e strutturale.

Il dato del 35,8% non è una moda temporanea. È una trasformazione demografica stabile.

Questo significa che:

  • un immobile ben posizionato può trovare un target molto preciso;
  • la corretta strategia di prezzo diventa decisiva;
  • la comunicazione deve parlare a single, separati, professionisti, pensionati autosufficienti.

3. Implicazioni per chi investe

Dal punto di vista dell’investimento immobiliare, il dato è ancora più interessante.

Una città in cui oltre un terzo delle famiglie vive sola genera:

  • domanda costante di affitti di piccola metratura
  • maggiore rotazione degli inquilini
  • richiesta di abitazioni efficienti dal punto di vista energetico
  • attenzione ai costi condominiali

In altre parole: il mercato dei piccoli tagli non è più marginale, è centrale.


4. Attenzione alle case troppo grandi

C’è però anche l’altro lato della medaglia.

In una città dove le famiglie numerose sono in calo:

  • le case molto grandi possono richiedere tempi di vendita più lunghi;
  • la platea di acquirenti si restringe;
  • la leva prezzo diventa più sensibile.

Questo non significa che non si vendano, ma che la strategia deve essere più mirata:

  • target corretto
  • valorizzazione degli spazi
  • eventuale ripensamento distributivo
  • studio di fattibilità per frazionamenti dove consentito

5. Un cambiamento strutturale, non passeggero

L’aumento delle famiglie mononucleo è legato a:

  • invecchiamento della popolazione
  • separazioni
  • giovani che rimandano la formazione di una famiglia
  • maggiore mobilità lavorativa

Non è un ciclo breve. È una trasformazione sociale profonda.

E il mercato immobiliare è sempre lo specchio della società.


6. La domanda giusta da porsi oggi

Se possiedi un immobile a Latina, la domanda non è solo:

“Quanto vale la mia casa?”

Ma piuttosto:

“Il mio immobile è allineato alla nuova composizione delle famiglie?”

Perché conoscere i dati demografici significa vendere meglio, investire meglio e pianificare meglio.


Se vuoi capire come si colloca il tuo immobile rispetto alla nuova struttura della domanda a Latina, possiamo analizzarlo insieme partendo dai numeri reali della città.

Il mercato cambia. I dati aiutano a restare un passo avanti.

Articolo a cura di: Fausto Nardi, consulente immobiliare a Latina

Manovra fiscale 2026: nuove regole per gli affitti brevi

Come cambia la tassazione e l’obbligo di partita IVA per i proprietari

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti modifiche per i proprietari che affittano immobili per periodi brevi (locazioni inferiori a 30 giorni), in particolare per evitare aumenti delle tasse e chiarire quando scatta l’obbligo di partita IVA. Queste novità hanno effetti diretti sulle strategie di investimento immobiliare, sulla gestione degli annunci e sulle scelte fiscali di chi mette a reddito una seconda casa.


📌 Limite di immobili per restare nel regime dei privati

Fino al 2025, ai fini fiscali si considerava attività imprenditoriale quando si affittavano quattro o più immobili con la formula degli affitti brevi.

Con la manovra 2026, questo limite viene ridotto da quattro a due immobili:

  • Fino a 2 immobili affittati per brevi periodi → il proprietario resta inquadrato come privato, non è obbligato ad aprire partita IVA e può mantenere la tassazione non imprenditoriale.
  • Da oltre 2 immobili affittati per brevi periodi → si configura l’attività imprenditoriale, con l’obbligo di aprire Partita IVA e adottare il regime fiscale d’impresa.

Questo significa che un piccolo investitore o un proprietario che affitta una sola seconda casa per brevi periodi continua a gestire la propria attività in modo semplice e con adempimenti più leggeri.


💰 Quali aliquote si applicano dal 2026

La normativa conferma una disciplina differenziata per la cedolare secca sugli affitti brevi:

🏠 Immobiliare: regime di cedolare secca

  • Cedolare secca al 21% per fino a un immobile locato breve, se il proprietario lo dichiara nella dichiarazione dei redditi e non ha superato la soglia di due immobili.
  • Cedolare secca al 26% per il secondo immobile locato breve.
  • Oltre il secondo immobile → scatta la presunzione di attività imprenditoriale e non si applica più la cedolare secca (tassazione ordinaria d’impresa).

Nota importante: nel testo definitivo della legge ci sono alcune specifiche sulla gestione tramite intermediario o portale telematico (es. Airbnb, Booking) che possono influenzare l’applicazione dell’aliquota al 21% in determinati casi.


📊 Perché questa modifica è significativa

Questa revisione degli affitti brevi ha un impatto diretto su:

  • 👤 i proprietari privati che gestiscono una o due case per periodi brevi (rimangono nel regime semplificato),
  • 📈 i piccoli investitori che devono valutare se spingersi oltre (aprendo partita IVA),
  • 🧾 la tassazione complessiva dei redditi da locazione turistica, con la conferma di aliquote diverse in base al numero di immobili.

Dal punto di vista del mercato immobiliare, questa norma può influenzare le strategie di investimento, le scelte di acquisto e la domanda di appartamenti destinati agli affitti brevi, soprattutto in aree ad alta vocazione turistica o con forte stagionalità.


📌 Consigli per i proprietari

Se gestisci immobili per affitti brevi o stai pensando di farlo, valuta:

  • 📍 quanti immobili affitti: oltre 2 scatta l’obbligo di partita IVA;
  • 📍 la forma di gestione (diretta o tramite intermediari);
  • 📍 l’impatto fiscale della cedolare secca al 21% o al 26% sui redditi da locazione.

Una consulenza fiscale mirata può aiutarti a ottimizzare redditività e adempimenti, scegliendo la strategia migliore per il tuo portafoglio immobiliare.

Articolo a cura di: Fausto Nardi, consulente immobiliare a Latina

LAInTour: un nuovo modo di raccontare i quartieri di Latina

Nel mercato immobiliare di oggi, parlare solo di case non basta più. Le persone cercano contesti, quartieri vivibili, servizi, relazioni. È da questa consapevolezza che nasce LAInTour, un progetto ideato dalla nostra agenzia immobiliare con un obiettivo chiaro: raccontare Latina partendo dai suoi quartieri e da chi li vive ogni giorno.

Cos’è LAInTour

LAInTour è un percorso di marketing territoriale, ascolto e coinvolgimento della comunità. Ogni mese scegliamo un quartiere di Latina e lo esploriamo da vicino, per valorizzarne i punti di forza e raccogliere spunti concreti su ciò che può essere migliorato.

Non si tratta di una semplice operazione promozionale, ma di un progetto strutturato che unisce:

  • comunicazione immobiliare
  • partecipazione dei residenti
  • attenzione al territorio
  • visione urbana di lungo periodo

Cosa facciamo, concretamente

Durante ogni tappa di LAInTour:

  • visitiamo il quartiere, raccontandone caratteristiche, servizi, spazi verdi, collegamenti e qualità della vita
  • ascoltiamo i residenti, attraverso sondaggi, interviste e momenti di confronto
  • diamo voce al territorio, pubblicando contenuti sui nostri canali e sul blog
  • raccogliamo suggerimenti e segnalazioni che vengono poi condivisi con le istituzioni competenti

Il quartiere non viene descritto “dall’alto”, ma attraverso uno sguardo reale, basato sull’esperienza di chi lo vive.

Il valore per chi compra e per chi vende casa

Con LAInTour aiutiamo:

  • chi vuole acquistare casa a scegliere non solo un immobile, ma un contesto coerente con il proprio stile di vita
  • chi vende casa a valorizzare il quartiere come parte integrante dell’immobile, aumentando l’interesse e la percezione di valore

Un quartiere ben raccontato rende una casa più comprensibile, più desiderabile e più facile da collocare sul mercato.

della città.

Perché un’agenzia immobiliare fa tutto questo

Perché crediamo che il nostro ruolo non sia solo quello di intermediari, ma di professionisti del territorio. Conoscere i quartieri, raccontarli correttamente e contribuire al loro miglioramento significa offrire un servizio migliore ai clienti e, allo stesso tempo, restituire valore alla città.

LAInTour è il nostro modo di fare questo: con metodo, continuità e ascolto.

Segui il progetto LAInTour

Nei prossimi mesi racconteremo nuovi quartieri, nuove storie e nuove prospettive su Latina.

Se vuoi restare aggiornato sul progetto LAInTour, seguici sul blog e sui nostri canali social: ogni tappa sarà un’occasione per scoprire la città da un punto di vista diverso, più vicino alle persone e più utile per chi sta pensando di comprare o vendere casa.

Articolo a cura di: Fausto Nardi, consulente immobiliare a Latina

Manovra fiscale 2026: prorogati Bonus ristrutturazioni, Ecobonus e Sismabonus

Con la manovra fiscale 2026 il Governo ha confermato una notizia molto rilevante per il settore immobiliare e per chi possiede o intende acquistare casa: i principali bonus edilizi ordinari sono stati prorogati per tutto il 2026, mantenendo le stesse aliquote già in vigore nel 2025.

Parliamo in particolare di:

  • Bonus ristrutturazioni
  • Ecobonus
  • Sismabonus

Una scelta che garantisce continuità e maggiore chiarezza a proprietari, acquirenti e operatori del mercato.


Le aliquote confermate per il 2026

La proroga riguarda le percentuali di detrazione e i limiti di spesa, che restano invariati:

  • 50% di detrazione per gli interventi effettuati su immobili adibiti ad abitazione principale
  • 36% di detrazione per gli interventi sugli altri immobili (seconde case, immobili a investimento, ecc.)
  • Limite massimo di spesa: 96.000 euro per unità immobiliare
  • Detrazione ripartita in 10 quote annuali di pari importo

Questo significa che anche nel 2026 sarà possibile pianificare interventi di recupero, efficientamento energetico e miglioramento sismico con un quadro normativo stabile.


Bonus ristrutturazioni 2026: cosa sapere

Il Bonus ristrutturazioni resta uno degli strumenti più utilizzati nel mercato immobiliare.

Consente di recuperare parte delle spese sostenute per interventi come:

  • manutenzione straordinaria
  • ristrutturazioni edilizie
  • miglioramento funzionale degli spazi

Per chi sta valutando l’acquisto di un immobile da rinnovare, la conferma del bonus rappresenta un elemento importante nella valutazione complessiva dell’investimento.


Ecobonus 2026: continuità per l’efficienza energetica

Anche l’Ecobonus viene prorogato alle stesse condizioni del 2025.

L’agevolazione riguarda gli interventi finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche dell’immobile, come ad esempio:

  • sostituzione degli infissi
  • interventi sull’impianto di riscaldamento
  • isolamento termico

In un mercato sempre più attento ai costi di gestione e alla classe energetica, questo bonus continua a incidere direttamente sul valore degli immobili.


Sismabonus 2026: sicurezza e valore nel tempo

Il Sismabonus resta uno strumento fondamentale soprattutto nelle zone a rischio sismico.

La proroga consente di programmare interventi di miglioramento o adeguamento sismico beneficiando delle stesse percentuali di detrazione previste nel 2025.

Per molti immobili datati, questo tipo di intervento può fare la differenza sia in termini di sicurezza sia di appetibilità sul mercato.


Perché questa proroga è importante anche per il mercato immobiliare

La conferma dei bonus edilizi ordinari per tutto il 2026 ha effetti concreti su:

  • valorizzazione degli immobili esistenti
  • decisioni di acquisto di immobili da ristrutturare
  • tempi di vendita
  • trattative tra venditori e acquirenti

In particolare, gli immobili che possono beneficiare di interventi agevolati risultano spesso più interessanti per chi acquista con un progetto di medio-lungo periodo.


Conclusioni

La manovra fiscale 2026 conferma un impianto di bonus edilizi più equilibrato e stabile, senza sorprese rispetto all’anno precedente.

Per proprietari, investitori e famiglie che stanno valutando una ristrutturazione o l’acquisto di un immobile da migliorare, la proroga di Bonus ristrutturazioni, Ecobonus e Sismabonus rappresenta un punto fermo su cui costruire decisioni più consapevoli.

Nei prossimi articoli del blog approfondiremo altri aspetti della manovra fiscale 2026 che interessano direttamente il settore immobiliare, con un taglio pratico e orientato al mercato locale.

Articolo a cura di: Fausto Nardi, consulente immobiliare a Latina

Agevolazioni prima casa e credito d’imposta

Quando si vende una casa acquistata con le agevolazioni “prima casa” e si decide di comprarne un’altra, uno dei temi più delicati è la tempistica: entro quanto tempo bisogna vendere l’immobile già posseduto per non perdere i benefici fiscali?

L’Interpello n. 297/2025 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce definitivamente come funziona il passaggio da una casa all’altra dopo la proroga introdotta dalla Legge 207/2024.

Ecco, in modo semplice, cosa cambia e come orientarsi.

La novità del 2024: più tempo per vendere la vecchia casa

La Legge 207/2024 ha esteso da 1 a 2 anni il tempo massimo entro cui vendere l’abitazione già posseduta quando si acquista un nuovo immobile con le agevolazioni “prima casa”.

Significa che oggi puoi:

  • essere proprietario di una casa già acquistata con il beneficio fiscale
  • comprare una nuova abitazione con le agevolazioni
  • e vendere la precedente entro 24 mesi, senza perdere il diritto alla “prima casa” sul nuovo acquisto.

Un’estensione importante, nata per aiutare chi deve gestire tempi di vendita non sempre prevedibili.

Il chiarimento dell’Interpello 297/2025: attenzione al credito d’imposta

La proroga non vale però per tutti i benefici collegati alla “prima casa”.

Con l’Interpello 297/2025, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che:

👉 Il credito d’imposta per il riacquisto della prima casa (art. 7, Legge 448/1998)

matura solo se la vecchia casa viene venduta entro 1 anno dal nuovo acquisto.

Se la vendita avviene:

  • Entro 12 mesi → il credito d’imposta spetta
  • Tra 1 e 2 anni → l’agevolazione “prima casa” resta valida,
    ma non si ha diritto al credito d’imposta
  • Oltre 2 anni → si perdono sia l’agevolazione che il credito d’imposta

L’estensione a due anni, quindi, riguarda solo il mantenimento dell’agevolazione “prima casa”, ma non si applica al credito d’imposta.

Perché questa distinzione è importante

Il credito d’imposta può rappresentare un vantaggio economico significativo, perché permette di recuperare parte delle imposte pagate su un precedente acquisto agevolato.
Sapere che per ottenerlo resta valido il termine di un anno è fondamentale per chi sta pianificando una doppia operazione immobiliare.

Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate evita interpretazioni errate e conferma la necessità di programmare con attenzione i tempi di vendita e di riacquisto.

Cosa significa nella pratica per chi vende e compra casa

Se stai pensando di cambiare abitazione, e la tua casa attuale era stata acquistata con i benefici “prima casa”, ricorda:

✔ Hai 2 anni per vendere la casa precedente e mantenere l’agevolazione sulla nuova

✔ Hai 1 anno per venderla se vuoi ottenere anche il credito d’imposta

✔ È importante programmare con attenzione le operazioni per non perdere i benefici fiscali

Nel mercato immobiliare di Latina, dove spesso vendita e acquisto avvengono in tempi ravvicinati, conoscere bene queste scadenze può fare una grande differenza nella gestione economica dell’operazione.

Conclusione

L’Interpello 297/2025 chiarisce finalmente un aspetto fondamentale della normativa:

  • la proroga a 2 anni si applica solo all’agevolazione “prima casa”;
  • il credito d’imposta, invece, resta legato al termine tradizionale di 1 anno.

Per chi deve vendere e ricomprare, una corretta pianificazione diventa quindi essenziale.
Conoscere in anticipo le regole permette di evitare errori e sfruttare al massimo i vantaggi fiscali disponibili.

Articolo a cura di: Fausto Nardi, consulente immobiliare a Latina

Come migliorare il comfort in casa

Aria più sana in casa: cosa sapere e come migliorare il comfort quotidiano

Quando pensiamo alla casa, immaginiamo uno spazio accogliente e funzionale. Un elemento che contribuisce molto al benessere di chi la vive — e che spesso passa inosservato — è la qualità dell’aria interna.
Secondo l’American Lung Association, l’aria dentro casa può essere da 2 a 5 volte più inquinata rispetto a quella esterna, un dato che rende ancora più importante prestare un po’ di attenzione, soprattutto per bambini, anziani e persone con sensibilità respiratorie.

🔎 Da dove arrivano gli inquinanti interni?

Alcune sostanze si formano o si accumulano in modo naturale nella vita domestica. Conoscerle aiuta a gestirle meglio.

  • Formaldeide
    Può essere presente in mobili nuovi, pannelli in legno, colle e vernici. Si riduce nel tempo e migliorano molto con una buona areazione.
  • VOC (Composti Organici Volatili)
    Sono emessi da vernici, detergenti, solventi e materiali appena installati. Dopo piccoli lavori o pulizie più intense basta arieggiare per qualche minuto.
  • Particelle da cottura o polvere
    Derivano da attività quotidiane: cucinare, spolverare, muovere oggetti. Cappe funzionanti e ricambio d’aria regolare aiutano a ridurle.
  • Umidità e muffa
    Si formano facilmente in punti poco ventilati. Tenere sotto controllo l’umidità previene molte situazioni fastidiose.
  • Gas di combustione (come CO e NO₂)
    Legati a caldaie, stufe e piani cottura a gas. Una manutenzione periodica e l’uso della ventilazione aiutano a mantenerli su livelli sicuri.
  • Radon
    Un gas naturale che in alcune aree può entrare dal terreno. Se necessario, si possono effettuare test semplici e non invasivi.

🧩 Piccoli gesti che aiutano ogni giorno

Con abitudini minime e costanti, l’aria in casa migliora sensibilmente:

  • Aprire le finestre ogni giorno per pochi minuti.
  • Arieggiare dopo aver cucinato, verniciato o assemblato mobili nuovi.
  • Usare cappa e ventole nei punti più umidi.
  • Mantenere l’umidità in equilibrio.
  • Scegliere vernici e prodotti a basse emissioni quando possibile.
  • Utilizzare purificatori con filtri HEPA e carboni attivi nelle stanze più vissute.

🏡 Una casa che “respira” è più comoda da vivere

Una buona qualità dell’aria rende gli ambienti più piacevoli e contribuisce alla vivibilità complessiva della casa, un aspetto sempre più apprezzato da chi cerca un immobile. Se stai pensando di vendere o affittare a Latina, migliorare e comunicare questi elementi può fare la differenza.

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