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Autore: Fausto Nardi

Build to Rent a Latina: il prossimo cambiamento del mercato immobiliare?

E se una casa non fosse più pensata principalmente per essere venduta, ma per essere costruita, gestita e mantenuta nel tempo come investimento?

È questa, in sintesi, la logica del Build to Rent, un modello immobiliare che si sta sviluppando anche in Italia e che potrebbe diventare interessante da osservare anche a Latina.

Che cos’è il Build to Rent?

Il principio è semplice: un investitore realizza o acquista un immobile con l’obiettivo di mantenerne la proprietà e metterlo stabilmente in affitto.

Non si tratta quindi della classica operazione immobiliare “costruisco e vendo”, ma di un modello nel quale l’immobile diventa un investimento a reddito, spesso accompagnato da una gestione professionale e da servizi per gli inquilini.

È un fenomeno ancora emergente in Italia, ma il comparto residenziale a reddito sta attirando un interesse crescente da parte degli investitori.

Perché potrebbe interessare Latina?

La domanda di abitazioni in affitto sta diventando più articolata: studenti, giovani professionisti, lavoratori fuori sede, coppie e famiglie cercano sempre più spesso abitazioni efficienti, ben posizionate e pronte per essere abitate.

A Latina esistono inoltre alcuni elementi che meritano attenzione: il rapporto tra prezzi di acquisto e canoni di locazione, la presenza dell’Università, la domanda legata ai lavoratori fuori sede e un patrimonio immobiliare che offre possibilità di riqualificazione.

Non significa che Latina sia già un mercato Build to Rent.

Significa che potrebbero esistere le condizioni per alcuni progetti mirati.

La vera opportunità potrebbe essere negli immobili esistenti

Il Build to Rent non significa necessariamente costruire nuovi grandi condomini.

A Latina potrebbe essere interessante soprattutto capire se alcuni immobili oggi sottoutilizzati possano essere riqualificati, riconvertiti e trasformati in abitazioni destinate alla locazione.

Edifici interi, immobili di grandi dimensioni, patrimoni frazionati o strutture da recuperare potrebbero avere un potenziale diverso da quello che emerge da una semplice valutazione di mercato.

Ed è qui che il tema diventa interessante anche per i proprietari.

Cosa significa per chi possiede una casa?

Forse, in futuro, la domanda non sarà più soltanto:

“Quanto vale il mio immobile?”

Ma anche:

“Qual è il modo migliore per valorizzarlo?”

Vendere, affittare, riqualificare o inserirlo in un’operazione più ampia possono produrre risultati molto diversi.

Il Build to Rent aggiunge semplicemente una nuova prospettiva da considerare.

E per chi vuole comprare?

Anche gli acquirenti dovranno osservare l’evoluzione del mercato.

Se aumenterà l’offerta di abitazioni professionali in affitto, alcune persone potrebbero avere più alternative rispetto all’acquisto immediato.

Per chi sta valutando un mutuo, diventerà quindi ancora più importante confrontare costo dell’acquisto, rata, canone di locazione e prospettive personali.

La domanda da tenere d’occhio

Il Build to Rent non rivoluzionerà domani mattina il mercato immobiliare di Latina.

Ma potrebbe introdurre una nuova domanda di immobili e, soprattutto, un nuovo modo di attribuire valore agli edifici.

Quali immobili di Latina potrebbero essere adatti a diventare Build to Rent?

È probabilmente questa la domanda più interessante da approfondire nei prossimi mesi.

E potrebbe riservare qualche sorpresa.

Contenuto a cura di Fausto Nardi – agente immobiliare professionista e consulente immobiliare

Patrimoni senza eredi: perché sempre più immobili rischiano di restare senza un futuro (e perché conviene pianificare oggi)

In Italia ci sono miliardi di euro in immobili che potrebbero finire allo Stato. E molti proprietari non ne sono consapevoli.

Quando si parla di patrimonio, molte persone pensano immediatamente a conti correnti, investimenti finanziari o grandi ricchezze. In realtà, per gran parte delle famiglie italiane il patrimonio è rappresentato soprattutto dalla casa.

Negli ultimi giorni si è tornato a parlare di un fenomeno destinato a crescere nei prossimi anni: quello dei patrimoni senza eredi. Secondo le stime riportate da We Wealth e basate su elaborazioni della Fondazione Giordano Dell’Amore per Fondazione Cariplo, il valore dei patrimoni privi di eredi potrebbe raggiungere 88 miliardi di euro entro il 2040.

Una parte significativa di questa ricchezza è costituita proprio da immobili.

La domanda che molti proprietari dovrebbero iniziare a porsi è semplice: cosa succederà alla mia casa se un domani non avrò eredi diretti o non avrò pianificato il passaggio del patrimonio?

Patrimoni senza eredi: cosa sta succedendo

Il tema è tornato alla ribalta dopo una decisione del Tribunale di Modena relativa a un patrimonio immobiliare rimasto senza eredi e senza testamento. Dopo anni di giacenza ereditaria, gli immobili sono stati acquisiti dallo Stato secondo quanto previsto dall’articolo 586 del Codice Civile.

Si tratta di un fenomeno che potrebbe diventare sempre più frequente.

L’invecchiamento della popolazione, il calo delle nascite, l’aumento delle persone sole e la riduzione della dimensione delle famiglie stanno modificando profondamente la struttura patrimoniale italiana.

Secondo le stime citate dagli studi più recenti, i patrimoni senza eredi valgono oggi circa 8 miliardi di euro, potrebbero superare i 20 miliardi entro il 2030 e arrivare a oltre 88 miliardi entro il 2040.

Fonti:

  • We Wealth, “Muore senza eredi né testamento: patrimonio milionario va allo Stato” (12 giugno 2026)
  • Fondazione Giordano Dell’Amore per Fondazione Cariplo
  • Tribunale di Modena, caso di eredità vacante 2026

Cosa significa per il mercato immobiliare italiano

La notizia non riguarda soltanto il diritto successorio.

Riguarda anche il futuro del mercato immobiliare.

Molti dei patrimoni destinati a rimanere senza eredi comprendono abitazioni, terreni, locali commerciali e immobili a reddito.

Questo significa che nei prossimi anni una quota crescente del patrimonio immobiliare italiano potrebbe:

  • rimanere inutilizzata per lunghi periodi;
  • entrare sul mercato in modo non programmato;
  • essere gestita attraverso procedure complesse;
  • perdere valore a causa della mancata manutenzione;
  • generare minore liquidità per i proprietari.

Dal punto di vista immobiliare emerge un tema fondamentale: il patrimonio immobiliare produce valore soltanto se viene gestito.

Una casa lasciata senza pianificazione rischia di diventare un bene bloccato anziché una risorsa.

Vendere casa o aspettare? Una domanda sempre più attuale

Molti proprietari tra i 55 e i 70 anni possiedono immobili acquistati decenni fa.

In numerosi casi si tratta della casa di abitazione, di una seconda casa ricevuta in successione o di immobili acquistati come investimento.

Quando non esistono figli o eredi diretti, oppure quando la situazione familiare è complessa, la semplice conservazione del bene potrebbe non rappresentare la soluzione più efficiente.

La filantropia rappresenta certamente una possibilità legittima e meritevole.

Tuttavia, sotto il profilo patrimoniale e immobiliare, può essere opportuno valutare prima la valorizzazione del bene.

In molti casi un immobile può essere:

  • venduto alle migliori condizioni di mercato;
  • trasformato in liquidità;
  • destinato successivamente a finalità benefiche o familiari;
  • utilizzato per integrare il reddito durante la pensione.

La differenza è sostanziale: si passa da un patrimonio immobilizzato a un patrimonio pianificato.

Cosa cambia per chi possiede un immobile a Latina

Anche il mercato immobiliare di Latina e provincia sta vivendo le stesse dinamiche demografiche osservate a livello nazionale.

Molti quartieri sviluppati tra gli anni Sessanta e Ottanta sono oggi abitati da proprietari che hanno acquistato casa diversi decenni fa.

In numerosi casi si tratta di nuclei familiari più piccoli rispetto al passato o di persone che vivono sole.

Per questo motivo il tema della pianificazione immobiliare è destinato a diventare sempre più rilevante anche nel territorio pontino.

Chi possiede un immobile a Latina dovrebbe chiedersi:

  • l’immobile risponde ancora alle mie esigenze?
  • esiste una strategia per trasferire il patrimonio?
  • conviene mantenere il bene o valorizzarlo oggi?
  • qual è il reale valore di mercato della proprietà?

Conoscere il valore attuale dell’immobile rappresenta spesso il primo passo per prendere decisioni consapevoli.

E per chi vuole comprare casa?

Per gli acquirenti il fenomeno può tradursi in una maggiore disponibilità di immobili sul mercato nei prossimi anni.

Questo non significa necessariamente un calo generalizzato dei prezzi immobiliari.

I valori continueranno a dipendere principalmente da:

  • posizione;
  • qualità dell’immobile;
  • efficienza energetica;
  • servizi presenti nella zona;
  • accessibilità al credito e ai mutui.

Tuttavia, una maggiore offerta potrebbe aumentare le opportunità di acquisto in alcune aree e rendere ancora più importante la selezione degli immobili realmente competitivi.

Cosa dovrebbe fare oggi un proprietario

Non esiste una risposta valida per tutti.

Esistono però alcune valutazioni che meritano attenzione:

  • verificare la situazione patrimoniale e successoria;
  • conoscere il valore reale degli immobili posseduti;
  • comprendere costi e benefici del mantenimento nel lungo periodo;
  • valutare eventuali strategie di valorizzazione;
  • pianificare per tempo il futuro del patrimonio.

La vera differenza non è tra vendere o non vendere.

La differenza è tra decidere e subire gli eventi.

Un mercato sempre più legato alla pianificazione

Il fenomeno dei patrimoni senza eredi racconta un cambiamento profondo della società italiana.

Per molti anni la trasmissione della casa ai figli è stata considerata un passaggio naturale.

Oggi non sempre è così.

Per questo motivo il mercato immobiliare non riguarda più soltanto compravendite e mutui, ma sempre più spesso anche pianificazione patrimoniale, gestione del patrimonio e scelte di lungo periodo.

Comprendere per tempo il valore e il ruolo del proprio immobile significa mantenere il controllo delle decisioni e costruire un progetto coerente con i propri obiettivi personali, familiari e patrimoniali.

In un contesto che cambia rapidamente, la conoscenza del mercato e una valutazione professionale rappresentano strumenti utili per prendere decisioni con maggiore consapevolezza e minore incertezza.

Contenuto a cura di Fausto Nardi, consulente immobiliare professionista a Latina

Hai un immobile collabente? Per il mercato potrebbe essere arrivato il momento di rivalutarlo

Un fabbricato che sembrava difficile da vendere oggi potrebbe interessare molti più acquirenti

Per anni molti proprietari hanno considerato gli immobili collabenti come beni immobiliari con poche possibilità di mercato.

Fabbricati in stato di degrado, vecchie abitazioni rurali, ruderi o immobili che necessitano di interventi importanti spesso rimangono invenduti per lunghi periodi perché percepiti come troppo complessi o poco appetibili.

Oggi, però, il mercato potrebbe guardare a questi immobili con occhi diversi.

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 108/2026 del 25 maggio 2026, stabilisce infatti che il beneficio fiscale “prima casa” può essere riconosciuto anche per l’acquisto di immobili collabenti/inagibili censiti in categoria catastale F/2, purché tali immobili siano concretamente recuperabili e destinati ad abitazione entro tre anni dal rogito notarile, ampliando di fatto la platea dei potenziali acquirenti.

Cosa significa per il mercato immobiliare

Quando aumenta il numero delle persone che possono prendere in considerazione una determinata tipologia di immobile, aumenta anche il potenziale mercato per chi vende.

È esattamente ciò che potrebbe accadere per molti immobili collabenti.

Fino a poco tempo fa questi beni erano spesso esclusi dalle ricerche degli acquirenti alla ricerca della prima casa.

Oggi, invece, sempre più famiglie potrebbero valutare l’acquisto di immobili da recuperare, soprattutto in un contesto in cui i prezzi delle abitazioni già ristrutturate restano elevati e il costo di accesso al mercato continua a rappresentare una delle principali difficoltà per molte coppie.

Perché gli immobili F/2 potrebbero diventare più interessanti

Nel mercato immobiliare esiste una regola semplice: più aumenta il numero di potenziali acquirenti, maggiori sono le possibilità di vendita.

Gli immobili collabenti presentano spesso alcuni vantaggi che molti compratori stanno tornando a considerare:

  • prezzi di acquisto generalmente più contenuti;
  • possibilità di personalizzare completamente la futura abitazione;
  • presenza di spazi esterni o terreni pertinenziali;
  • localizzazioni che spesso non sono più facilmente reperibili sul mercato delle nuove costruzioni.

Per molte famiglie, soprattutto nelle aree periferiche o rurali, il recupero di un immobile esistente può rappresentare una valida alternativa all’acquisto di una casa già pronta.

Cosa può accadere a Latina

La città di Latina presenta numerose situazioni in cui questo scenario potrebbe avere effetti concreti.

Nell’Agro Pontino, nei comuni dell’entroterra e in diverse zone rurali del territorio esistono fabbricati inutilizzati, vecchie abitazioni agricole e immobili classificati come collabenti che negli ultimi anni hanno incontrato difficoltà nella commercializzazione.

Se aumenta l’interesse degli acquirenti verso il recupero edilizio, questi immobili potrebbero tornare ad essere considerati una reale opportunità di acquisto.

Non significa che ogni immobile collabente aumenterà automaticamente di valore.

Significa però che alcuni beni oggi considerati “fermi” potrebbero trovare un mercato più ampio rispetto al passato.

Conviene vendere adesso o aspettare?

Non esiste una risposta valida per tutti.

La scelta dipende da diversi fattori:

  • posizione dell’immobile;
  • possibilità di recupero urbanistico;
  • stato di conservazione;
  • presenza di terreni o pertinenze;
  • domanda effettiva nella zona.

Ciò che è cambiato è il contesto di mercato.

Per questo motivo può essere utile verificare oggi il reale valore commerciale di un immobile collabente anziché basarsi su valutazioni fatte anni fa.

In molti casi il mercato di riferimento e il profilo degli acquirenti interessati potrebbero essere molto diversi rispetto al passato.

Un errore da evitare

Molti proprietari rinunciano a vendere perché pensano che il proprio immobile non interessi a nessuno.

Nel settore immobiliare questa convinzione è spesso più diffusa della realtà.

La domanda corretta non è:

“Chi comprerebbe un rudere?”

ma piuttosto:

“Chi potrebbe essere interessato a trasformarlo in una casa?”

Sono due prospettive completamente diverse e possono produrre risultati molto differenti.

Valutare oggi per decidere con maggiore consapevolezza

Le dinamiche del mercato immobiliare cambiano continuamente e ciò che ieri appariva poco appetibile può acquisire nuova attrattività.

Per chi possiede un immobile collabente, una vecchia abitazione rurale o un fabbricato da recuperare, questo può essere il momento giusto per comprendere quale sia oggi il reale interesse del mercato e quali siano le opportunità concrete di vendita.

Hai un immobile collabente, un vecchio fabbricato rurale o un rudere che non hai mai messo sul mercato perché pensavi fosse difficile da vendere?

Potresti essere sorpreso da quanto sia cambiata oggi la domanda. Richiedi una valutazione professionale e scopri quale potrebbe essere il reale interesse degli acquirenti per il tuo immobile a Latina.

Contenuto a cura di Fausto Nardi, consulente immobiliare a Latina

Mutui verso un nuovo aumento: chi deve vendere casa dovrebbe aspettare o muoversi adesso?

Per molti proprietari che stanno pensando di vendere casa c’è una domanda sempre più attuale:

“Conviene aspettare ancora qualche mese oppure è meglio mettere l’immobile sul mercato adesso?”

Fino a poco tempo fa la risposta sembrava semplice.

Con il graduale miglioramento dei mutui nel 2025, molti pensavano che aspettare potesse significare intercettare più compratori, magari con maggiore capacità di spesa.

Oggi però lo scenario sta cambiando.

Secondo recenti analisi sul mercato dei mutui, il periodo dei ribassi potrebbe essere finito e nei prossimi mesi le rate potrebbero addirittura tornare a salire, soprattutto per effetto dell’aumento dell’Euribor e delle aspettative di rialzo dei tassi della BCE. In pratica: ottenere un mutuo potrebbe diventare progressivamente meno conveniente rispetto a oggi.

Per chi vende casa, cosa significa concretamente?

Significa una cosa molto semplice:

se i mutui diventano più costosi, una parte degli acquirenti potrebbe avere più difficoltà a comprare.

Pensiamo alla tipica giovane coppia che acquista con mutuo.

Con tassi più alti:

  • aumenta la rata mensile;
  • dimince l’importo finanziabile dalla banca;
  • alcune famiglie potrebbero rinunciare o ridimensionare il budget di acquisto.

Tradotto nel mercato immobiliare:

meno capacità di acquisto spesso significa meno forza negoziale per chi vende.

A Latina questo potrebbe pesare ancora di più

Nel mercato di Latina una parte importante delle compravendite riguarda famiglie tra i 30 e i 45 anni che acquistano con mutuo.

Ecco perché l’andamento dei tassi qui conta molto.

Se il costo del denaro aumenta, un acquirente che oggi riesce a sostenere un immobile da 250.000 euro potrebbe tra qualche mese essere costretto a cercarne uno da 220.000–230.000 euro, semplicemente per mantenere una rata sostenibile.

E questo rischia di avere un impatto diretto soprattutto sugli immobili di fascia media, quelli più dipendenti dall’accesso al credito.

Aspettare è sempre una buona strategia?

Non necessariamente.

Molti proprietari rimandano la vendita pensando:

“Magari il mercato salirà ancora”.

Può succedere.

Ma bisogna fare attenzione a un aspetto spesso sottovalutato:

un prezzo teoricamente più alto serve a poco se diminuisce il numero di persone in grado di comprare casa.

Il valore di un immobile non dipende solo dal prezzo richiesto.

Dipende anche da quanti acquirenti possono permetterselo in quel momento.

Ed è proprio qui che i mutui fanno la differenza.

Quindi conviene mettere in vendita adesso?

Non esiste una risposta uguale per tutti.

Un immobile molto richiesto, efficiente energeticamente o in una fascia di prezzo molto accessibile potrebbe continuare a performare bene.

Ma per molti proprietari il momento attuale potrebbe rappresentare una finestra interessante:

gli acquirenti sono ancora presenti e il credito, pur meno favorevole rispetto a qualche mese fa, è ancora accessibile.

Aspettare potrebbe avere senso.

Ma aspettare senza una strategia rischia di trasformarsi in un errore di timing.

La domanda forse non è:

“Quanto potrà valere di più la mia casa?”

Ma piuttosto:

“Se i mutui peggiorano, avrò ancora lo stesso numero di acquirenti interessati?”

Fonte: elaborazione su analisi di We Wealth sull’andamento dei mutui e delle prospettive dei tassi nel 2026.

Contenuto a cura di Fausto Nardi, professionista immobiliare a Latina

L’arte del costruire secondo Renzo Piano: cosa insegna davvero al mercato immobiliare

Quando si parla di architettura, spesso si pensa agli edifici iconici, alle firme celebri, alle grandi opere. Ma la lezione “L’arte del costruire” che Renzo Piano ha tenuto al Politecnico di Milano alla presenza del Presidente Sergio Mattarella ci lascia un messaggio molto più concreto e vicino alla quotidianità di chi vive, vende, acquista o investe in una casa:

costruire non significa semplicemente edificare. Significa migliorare il modo in cui le persone vivono gli spazi.

La bellezza non è un lusso: influenza il valore delle case

Durante l’incontro è emerso un concetto semplice ma molto potente: la bellezza migliora la qualità della vita.

E nel mercato immobiliare questo non è affatto un dettaglio.

Una casa non vale solo per i suoi metri quadrati o per il numero delle stanze. Conta anche ciò che la circonda:

  • quartieri curati;
  • verde pubblico;
  • servizi raggiungibili;
  • spazi ben mantenuti;
  • qualità urbana.

Gli immobili non vivono isolati. Vivono dentro un contesto.

E spesso è proprio il quartiere a determinare quanto una casa sarà desiderata oggi — e quanto potrà aumentare di valore domani.

La vera domanda, infatti, non è più soltanto:

“Quanto vale questa casa?”

Ma anche:

“Come evolverà questa zona nei prossimi anni?”

Il futuro del mercato immobiliare è nel recupero dell’esistente

Non è un caso che Renzo Piano abbia mostrato a Mattarella il progetto della Goccia della Bovisa, una grande area industriale milanese destinata a rigenerazione urbana.

Il messaggio è chiaro:

le città del futuro cresceranno meno in espansione e più in trasformazione.

Tradotto in chiave immobiliare significa:

  • recuperare immobili inutilizzati;
  • riqualificare appartamenti datati;
  • valorizzare edifici da ristrutturare;
  • trasformare spazi obsoleti in nuove opportunità abitative.

Un tema particolarmente attuale anche nelle nostre città, dove molte delle migliori occasioni immobiliari si trovano proprio in immobili che, a prima vista, sembrano aver perso attrattiva.

Ma spesso il vero valore è nascosto nel potenziale.

Nessun immobile è perfetto, ma molti hanno potenzialità

Uno degli aspetti più interessanti della lezione riguarda il metodo di Renzo Piano con gli studenti.

Nel suo laboratorio, i ragazzi studiano progetti reali dell’architetto cercando errori e possibili miglioramenti. Anche nei lavori di uno dei più grandi architetti del mondo.

Una lezione che può insegnare molto anche nel settore immobiliare:

non esistono immobili perfetti. Esistono immobili ben interpretati.

Una distribuzione da ripensare, una ristrutturazione intelligente, una valorizzazione più efficace o una nuova idea degli spazi possono cambiare completamente la percezione — e il valore — di una casa.

Costruire bene significa migliorare la vita delle persone

Forse il messaggio più interessante emerso dall’incontro tra Renzo Piano e Mattarella è questo:

costruire non significa soltanto realizzare edifici. Significa migliorare il modo in cui le persone vivono.

Ed è una riflessione che riguarda anche il mercato immobiliare.

Perché il valore di una casa non si misura solo nel prezzo.

Si misura anche nella qualità della vita che riesce a offrire a chi la abiterà.


Contenuto a cura di Fausto Nardi consulente e professionista immobiliare

Piano Casa 2026: cosa prevede e cosa manca davvero al mercato immobiliare

Negli ultimi giorni il Governo ha presentato il nuovo Piano Casa, accompagnato da un intervento parallelo per rendere più rapide le procedure di sgombero degli immobili occupati abusivamente.

Due provvedimenti che hanno un obiettivo comune:
aumentare la disponibilità di abitazioni e facilitare l’accesso alla casa.

Ma, come spesso accade, è altrettanto importante capire non solo cosa c’è nel piano, ma anche cosa manca.


Cosa prevede il Piano Casa

Il Piano si muove su tre direttrici principali:

  • recupero di immobili pubblici oggi inutilizzati
  • realizzazione di nuovi alloggi a canone calmierato
  • coinvolgimento di investitori privati per aumentare l’offerta

L’obiettivo è intervenire su un mercato sempre più in difficoltà, soprattutto per chi cerca casa in affitto o non riesce ad accedere al mercato libero.

È una misura strutturale, che guarda al medio-lungo periodo.


Il limite principale: non si interviene sugli immobili privati inutilizzati

Accanto a questi interventi, però, emerge un punto critico.

Nel Piano Casa non c’è una strategia chiara per:

la reimmissione sul mercato degli immobili privati oggi vuoti

Eppure si tratta di un tema centrale.

In Italia esiste già un patrimonio immobiliare significativo che resta inutilizzato:

  • case sfitte da anni
  • immobili ereditati e non gestiti
  • abitazioni che richiederebbero interventi minimi per essere utilizzate

Questo rappresenta l’offerta più immediata disponibile, senza bisogno di costruire nulla.


Perché questi immobili restano fuori dal mercato

La domanda giusta non è quante case mancano, ma:

perché molte case esistenti non vengono utilizzate?

Le ragioni sono concrete e ricorrenti:

  • timore di morosità
  • paura di occupazioni abusive
  • difficoltà nel rientrare in possesso dell’immobile
  • gestione percepita come complessa
  • incertezza normativa

In molti casi, la scelta di non affittare non è economica, ma difensiva.


Il collegamento con il provvedimento sugli sgomberi

Ed è qui che il secondo intervento del Governo diventa interessante.

Il provvedimento sugli sgomberi punta a:

  • ridurre i tempi per liberare gli immobili occupati abusivamente
  • rendere più rapide le procedure giudiziarie
  • restituire l’immobile al proprietario in tempi più certi

In sostanza, interviene su una delle paure principali che tengono ferme molte case.


Può diventare un incentivo reale?

Se applicato in modo efficace, questo intervento può avere un effetto importante:

ridurre il rischio percepito da parte dei proprietari

E questo cambia completamente lo scenario.

Perché:

  • una casa vuota oggi è spesso una scelta di tutela
  • una maggiore certezza nei tempi di recupero può trasformarla in un’opportunità

Cosa manca per completare il quadro

Il Piano Casa, così com’è, interviene sull’offerta futura.
Il tema degli sgomberi incide sulla sicurezza.

Ma manca ancora un passaggio fondamentale:

un piano esplicito per attivare il patrimonio immobiliare privato esistente

Che potrebbe includere:

  • incentivi alla locazione
  • semplificazione gestionale
  • maggiore stabilità normativa

La lettura corretta del momento

Oggi il mercato si trova in una situazione particolare:

  • domanda ancora presente
  • offerta limitata
  • molti immobili inutilizzati per scelta dei proprietari

Il vero equilibrio non dipenderà solo da nuove costruzioni, ma dalla capacità di rimettere in circolo ciò che già esiste.


Una riflessione per i proprietari

Se possiedi un immobile oggi fermo, il contesto sta cambiando.

La maggiore attenzione sul tema degli sgomberi e della tutela della proprietà potrebbe rendere:

più sostenibile — e meno rischioso — rimettere quell’immobile sul mercato


Conclusione

Il Piano Casa rappresenta un passo importante, ma non sufficiente da solo.

La vera svolta, nel breve periodo, potrebbe arrivare da un fattore meno evidente:

la fiducia dei proprietari

Perché è proprio da lì che passa la possibilità di aumentare davvero l’offerta e rendere il mercato più accessibile.


Vuoi capire come valorizzare un immobile oggi inutilizzato?

Se hai una casa ferma e vuoi valutare:

  • se conviene venderla o affittarla
  • quali rischi esistono davvero oggi
  • come gestirla in modo più sicuro

contattaci per una consulenza.

Valutare bene oggi significa evitare errori domani.


Contenuto curato da Fausto Nardi, professionista immobiliare

Latina città di fondazione: perché questo tema può influenzare il valore degli immobili

Negli ultimi giorni a Latina si è tornati a parlare di identità urbana e futuro della città.
Sabato 11 aprile 2026, presso il Circolo Cittadino, si è svolto un convegno dedicato al tema delle “città di fondazione”, un argomento che può sembrare lontano dal mercato immobiliare, ma che in realtà ha implicazioni molto concrete.

Ma cosa significa davvero per chi possiede o vuole vendere casa a Latina?


Latina: una città progettata, non casuale

Latina una città nata da un progetto preciso, con un’idea chiara di spazio urbano, organizzazione e vivibilità.

Questo elemento, per anni dato quasi per scontato, se non addirittura trascurato, oggi torna centrale.

Sempre più spesso, infatti, si parla di Latina come di una città con un’identità riconoscibile, inserita nel gruppo delle città di fondazione italiane.


Perché questo tema riguarda il mercato immobiliare

Chi vende casa tende a concentrarsi su aspetti come:

  • metratura
  • stato dell’immobile
  • piano e esposizione

Tutti elementi fondamentali. Ma oggi non bastano più.

Il mercato è cambiato.

Chi compra — soprattutto nella fascia 30–45 anni — è più attento, più informato e soprattutto più selettivo.
Non cerca solo una casa, ma un contesto in cui riconoscersi.

Ed è qui che entra in gioco il valore dell’identità urbana.


Il ruolo della percezione: un fattore spesso sottovalutato

Il convegno di sabato ha riportato al centro un concetto chiave:
la percezione della città incide sulla sua attrattività.

E questo ha effetti diretti anche sul mercato immobiliare.

Una città che viene raccontata e valorizzata come:

  • coerente urbanisticamente
  • riconoscibile
  • con una storia precisa

diventa più interessante per chi deve acquistare casa.


Due immobili simili, risultati diversi

Nel lavoro quotidiano succede sempre più spesso:

due immobili con caratteristiche simili ottengono risultati diversi.

Perché?

Non cambia solo la casa.
Cambia il modo in cui viene:

  • posizionata sul mercato
  • raccontata
  • inserita nel contesto urbano

Oggi vendere casa significa anche saper comunicare il valore del contesto, non solo quello dell’immobile.


Latina verso il 2032: cosa aspettarsi

Il tema delle città di fondazione non è episodico.

Si inserisce in un percorso più ampio che porterà Latina verso il centenario del 2032.
Questo significa che nei prossimi anni ci sarà sempre più attenzione su:

  • identità della città
  • valorizzazione urbana
  • iniziative culturali e territoriali

Tutti elementi che, nel tempo, possono incidere sulla percezione e quindi anche sul valore degli immobili.


Cosa significa oggi per chi vuole vendere casa

Per un proprietario, questo scenario si traduce in una cosa molto concreta:

non basta più mettere casa sul mercato.

Serve:

  • un corretto posizionamento del prezzo
  • una strategia di presentazione
  • una comunicazione che valorizzi anche il contesto

Perché oggi il valore di un immobile non dipende solo da ciò che è,
ma anche da come viene percepito.


Conclusione

Quando cambia il modo in cui una città viene raccontata,
cambia anche il modo in cui vengono percepite le case.

Se stai pensando di vendere, questo è il momento giusto per capire come posizionare il tuo immobile nel mercato attuale.

Una valutazione corretta oggi non riguarda solo i metri quadri,
ma il contesto in cui l’immobile si inserisce.

Puoi approfondire qui l’evento:
Visioni urbane tra le città di fondazione Latina 2026

Contenuto ad opera di Fausto Nardi, professionista immobiliare

Mercato immobiliare: cosa sta succedendo davvero a Latina tra compravendite e affitti

Il mercato immobiliare italiano nel 2026 promette segnali di crescita. Secondo un recente comunicato stampa di FIAIP, si è registrato un aumento, nel 2025, delle compravendite del +6,5% e una crescita ancora più marcata nel settore delle locazioni (+7%).

Ma cosa significano davvero questi numeri per chi vuole vendere, comprare o affittare casa a Latina?

In questo articolo analizziamo il dato nazionale e lo traduciamo in chiave locale, per capire cosa sta succedendo concretamente nel nostro mercato.


Compravendite in crescita: ma non per tutti gli immobili

Il +6,5% segnalato da FIAIP è un dato positivo, ma va interpretato correttamente.

A Latina il mercato è attivo, ma selettivo.

Oggi vendono con maggiore facilità:

  • immobili con prezzo allineato al mercato
  • case in buono stato o con lavori contenuti
  • soluzioni in zone richieste

Al contrario, restano fermi:

  • immobili fuori prezzo
  • case con criticità non gestite (urbanistiche, catastali o strutturali)
  • proposte poco valorizzate

Cosa significa per chi vende casa

Il mercato non è fermo, ma non è nemmeno permissivo.

Questo significa che:

  • non basta pubblicare un annuncio per vendere
  • il prezzo iniziale è determinante
  • la preparazione dell’immobile incide direttamente sui tempi di vendita

Oggi più che mai, vendere bene significa partire bene.


Affitti in forte crescita: a Latina la domanda supera l’offerta

Il dato più interessante del comunicato riguarda le locazioni: +7% a livello nazionale.

A Latina, però, la situazione è ancora più evidente.

Cosa sta succedendo davvero

  • la domanda di affitti è molto alta
  • gli immobili disponibili sono pochi
  • i tempi di affitto sono rapidissimi

Questo scenario è determinato da diversi fattori:

  • difficoltà di accesso al mutuo per alcune famiglie
  • aumento dei prezzi di acquisto
  • riduzione dell’offerta nel mercato delle locazioni tradizionali

Le conseguenze

  • canoni in aumento
  • maggiore selezione degli inquilini
  • immobili affittati in pochi giorni

Il vero problema del mercato: la scarsità di immobili

Sia nel comparto vendite che affitti, emerge un elemento chiave: manca prodotto.

A Latina oggi:

  • pochi immobili ben posizionati in vendita
  • pochissime case disponibili in affitto

Questo crea uno squilibrio che incide direttamente su:

  • prezzi
  • tempi
  • dinamiche di trattativa

Opportunità per i proprietari: perché questo è il momento giusto

Alla luce dei dati riportati da FIAIP e dell’andamento locale, il 2025 rappresenta un momento strategico per i proprietari.

Se stai pensando di vendere

Hai un mercato favorevole, ma:

  • devi posizionare correttamente il prezzo
  • devi presentare l’immobile nel modo giusto
  • devi evitare errori iniziali che rallentano la vendita

Se stai pensando di affittare

Questo è uno dei momenti migliori degli ultimi anni:

  • alta domanda
  • tempi ridotti
  • rendimenti in crescita

Rimettere sul mercato un immobile oggi può portare risultati concreti in tempi brevi.


E per chi compra casa?

In un mercato come quello attuale:

  • trovare l’immobile giusto richiede più attenzione
  • i tempi decisionali si accorciano
  • la preparazione finanziaria (mutuo) è fondamentale

Chi è pronto, oggi, ha un vantaggio competitivo reale.


Conclusione: il mercato cresce, ma serve strategia

Il comunicato di FIAIP fotografa un mercato in ripresa, ma la realtà di Latina è più articolata.

Non basta sapere che il mercato cresce.

Serve capire:

  • cosa vendere
  • come venderlo
  • quando muoversi

Perché oggi la differenza non la fa il mercato.

La fa la strategia.


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Articolo a cura di: Fausto Nardi, consulente immobiliare a Latina

Come cambia la domanda abitativa a Latina: il boom delle famiglie mononucleo

A Latina oltre 1 famiglia su 3 è composta da una sola persona: cosa significa per il mercato immobiliare?

Secondo i dati pubblicati da Latina Oggi, nel Comune di Latina le famiglie composte da una sola persona sono 20.098 su 56.210 totali.

Tradotto in percentuale: circa il 35,8% delle famiglie vive da sola.
Significa che più di 1 nucleo su 3 è mononucleo.

Un dato che non è solo statistica demografica, ma una vera chiave di lettura per capire come sta cambiando – e cambierà – il mercato immobiliare locale.


1. Il profilo abitativo sta cambiando

Se oltre un terzo delle famiglie è composto da una sola persona, è evidente che:

  • non tutti cercano case grandi;
  • non tutti hanno bisogno di tre camere;
  • non tutti vogliono sostenere costi elevati di gestione.

A Latina sta emergendo con forza una domanda orientata verso:

  • bilocali e trilocali compatti
  • appartamenti funzionali, ben distribuiti
  • immobili in zone servite e centrali
  • soluzioni con spazi esterni contenuti ma fruibili

La casa non è più solo “familiare” in senso tradizionale. Sempre più spesso è individuale.


2. Opportunità per chi vende

Chi possiede:

  • appartamenti di piccola o media metratura
  • immobili in centro o in quartieri ben collegati
  • soluzioni senza grandi spazi inutilizzati

oggi intercetta una fetta di mercato ampia e strutturale.

Il dato del 35,8% non è una moda temporanea. È una trasformazione demografica stabile.

Questo significa che:

  • un immobile ben posizionato può trovare un target molto preciso;
  • la corretta strategia di prezzo diventa decisiva;
  • la comunicazione deve parlare a single, separati, professionisti, pensionati autosufficienti.

3. Implicazioni per chi investe

Dal punto di vista dell’investimento immobiliare, il dato è ancora più interessante.

Una città in cui oltre un terzo delle famiglie vive sola genera:

  • domanda costante di affitti di piccola metratura
  • maggiore rotazione degli inquilini
  • richiesta di abitazioni efficienti dal punto di vista energetico
  • attenzione ai costi condominiali

In altre parole: il mercato dei piccoli tagli non è più marginale, è centrale.


4. Attenzione alle case troppo grandi

C’è però anche l’altro lato della medaglia.

In una città dove le famiglie numerose sono in calo:

  • le case molto grandi possono richiedere tempi di vendita più lunghi;
  • la platea di acquirenti si restringe;
  • la leva prezzo diventa più sensibile.

Questo non significa che non si vendano, ma che la strategia deve essere più mirata:

  • target corretto
  • valorizzazione degli spazi
  • eventuale ripensamento distributivo
  • studio di fattibilità per frazionamenti dove consentito

5. Un cambiamento strutturale, non passeggero

L’aumento delle famiglie mononucleo è legato a:

  • invecchiamento della popolazione
  • separazioni
  • giovani che rimandano la formazione di una famiglia
  • maggiore mobilità lavorativa

Non è un ciclo breve. È una trasformazione sociale profonda.

E il mercato immobiliare è sempre lo specchio della società.


6. La domanda giusta da porsi oggi

Se possiedi un immobile a Latina, la domanda non è solo:

“Quanto vale la mia casa?”

Ma piuttosto:

“Il mio immobile è allineato alla nuova composizione delle famiglie?”

Perché conoscere i dati demografici significa vendere meglio, investire meglio e pianificare meglio.


Se vuoi capire come si colloca il tuo immobile rispetto alla nuova struttura della domanda a Latina, possiamo analizzarlo insieme partendo dai numeri reali della città.

Il mercato cambia. I dati aiutano a restare un passo avanti.

Articolo a cura di: Fausto Nardi, consulente immobiliare a Latina

Manovra fiscale 2026: nuove regole per gli affitti brevi

Come cambia la tassazione e l’obbligo di partita IVA per i proprietari

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti modifiche per i proprietari che affittano immobili per periodi brevi (locazioni inferiori a 30 giorni), in particolare per evitare aumenti delle tasse e chiarire quando scatta l’obbligo di partita IVA. Queste novità hanno effetti diretti sulle strategie di investimento immobiliare, sulla gestione degli annunci e sulle scelte fiscali di chi mette a reddito una seconda casa.


📌 Limite di immobili per restare nel regime dei privati

Fino al 2025, ai fini fiscali si considerava attività imprenditoriale quando si affittavano quattro o più immobili con la formula degli affitti brevi.

Con la manovra 2026, questo limite viene ridotto da quattro a due immobili:

  • Fino a 2 immobili affittati per brevi periodi → il proprietario resta inquadrato come privato, non è obbligato ad aprire partita IVA e può mantenere la tassazione non imprenditoriale.
  • Da oltre 2 immobili affittati per brevi periodi → si configura l’attività imprenditoriale, con l’obbligo di aprire Partita IVA e adottare il regime fiscale d’impresa.

Questo significa che un piccolo investitore o un proprietario che affitta una sola seconda casa per brevi periodi continua a gestire la propria attività in modo semplice e con adempimenti più leggeri.


💰 Quali aliquote si applicano dal 2026

La normativa conferma una disciplina differenziata per la cedolare secca sugli affitti brevi:

🏠 Immobiliare: regime di cedolare secca

  • Cedolare secca al 21% per fino a un immobile locato breve, se il proprietario lo dichiara nella dichiarazione dei redditi e non ha superato la soglia di due immobili.
  • Cedolare secca al 26% per il secondo immobile locato breve.
  • Oltre il secondo immobile → scatta la presunzione di attività imprenditoriale e non si applica più la cedolare secca (tassazione ordinaria d’impresa).

Nota importante: nel testo definitivo della legge ci sono alcune specifiche sulla gestione tramite intermediario o portale telematico (es. Airbnb, Booking) che possono influenzare l’applicazione dell’aliquota al 21% in determinati casi.


📊 Perché questa modifica è significativa

Questa revisione degli affitti brevi ha un impatto diretto su:

  • 👤 i proprietari privati che gestiscono una o due case per periodi brevi (rimangono nel regime semplificato),
  • 📈 i piccoli investitori che devono valutare se spingersi oltre (aprendo partita IVA),
  • 🧾 la tassazione complessiva dei redditi da locazione turistica, con la conferma di aliquote diverse in base al numero di immobili.

Dal punto di vista del mercato immobiliare, questa norma può influenzare le strategie di investimento, le scelte di acquisto e la domanda di appartamenti destinati agli affitti brevi, soprattutto in aree ad alta vocazione turistica o con forte stagionalità.


📌 Consigli per i proprietari

Se gestisci immobili per affitti brevi o stai pensando di farlo, valuta:

  • 📍 quanti immobili affitti: oltre 2 scatta l’obbligo di partita IVA;
  • 📍 la forma di gestione (diretta o tramite intermediari);
  • 📍 l’impatto fiscale della cedolare secca al 21% o al 26% sui redditi da locazione.

Una consulenza fiscale mirata può aiutarti a ottimizzare redditività e adempimenti, scegliendo la strategia migliore per il tuo portafoglio immobiliare.

Articolo a cura di: Fausto Nardi, consulente immobiliare a Latina

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