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Tag: investimenti immobiliari

Build to Rent a Latina: il prossimo cambiamento del mercato immobiliare?

E se una casa non fosse più pensata principalmente per essere venduta, ma per essere costruita, gestita e mantenuta nel tempo come investimento?

È questa, in sintesi, la logica del Build to Rent, un modello immobiliare che si sta sviluppando anche in Italia e che potrebbe diventare interessante da osservare anche a Latina.

Che cos’è il Build to Rent?

Il principio è semplice: un investitore realizza o acquista un immobile con l’obiettivo di mantenerne la proprietà e metterlo stabilmente in affitto.

Non si tratta quindi della classica operazione immobiliare “costruisco e vendo”, ma di un modello nel quale l’immobile diventa un investimento a reddito, spesso accompagnato da una gestione professionale e da servizi per gli inquilini.

È un fenomeno ancora emergente in Italia, ma il comparto residenziale a reddito sta attirando un interesse crescente da parte degli investitori.

Perché potrebbe interessare Latina?

La domanda di abitazioni in affitto sta diventando più articolata: studenti, giovani professionisti, lavoratori fuori sede, coppie e famiglie cercano sempre più spesso abitazioni efficienti, ben posizionate e pronte per essere abitate.

A Latina esistono inoltre alcuni elementi che meritano attenzione: il rapporto tra prezzi di acquisto e canoni di locazione, la presenza dell’Università, la domanda legata ai lavoratori fuori sede e un patrimonio immobiliare che offre possibilità di riqualificazione.

Non significa che Latina sia già un mercato Build to Rent.

Significa che potrebbero esistere le condizioni per alcuni progetti mirati.

La vera opportunità potrebbe essere negli immobili esistenti

Il Build to Rent non significa necessariamente costruire nuovi grandi condomini.

A Latina potrebbe essere interessante soprattutto capire se alcuni immobili oggi sottoutilizzati possano essere riqualificati, riconvertiti e trasformati in abitazioni destinate alla locazione.

Edifici interi, immobili di grandi dimensioni, patrimoni frazionati o strutture da recuperare potrebbero avere un potenziale diverso da quello che emerge da una semplice valutazione di mercato.

Ed è qui che il tema diventa interessante anche per i proprietari.

Cosa significa per chi possiede una casa?

Forse, in futuro, la domanda non sarà più soltanto:

“Quanto vale il mio immobile?”

Ma anche:

“Qual è il modo migliore per valorizzarlo?”

Vendere, affittare, riqualificare o inserirlo in un’operazione più ampia possono produrre risultati molto diversi.

Il Build to Rent aggiunge semplicemente una nuova prospettiva da considerare.

E per chi vuole comprare?

Anche gli acquirenti dovranno osservare l’evoluzione del mercato.

Se aumenterà l’offerta di abitazioni professionali in affitto, alcune persone potrebbero avere più alternative rispetto all’acquisto immediato.

Per chi sta valutando un mutuo, diventerà quindi ancora più importante confrontare costo dell’acquisto, rata, canone di locazione e prospettive personali.

La domanda da tenere d’occhio

Il Build to Rent non rivoluzionerà domani mattina il mercato immobiliare di Latina.

Ma potrebbe introdurre una nuova domanda di immobili e, soprattutto, un nuovo modo di attribuire valore agli edifici.

Quali immobili di Latina potrebbero essere adatti a diventare Build to Rent?

È probabilmente questa la domanda più interessante da approfondire nei prossimi mesi.

E potrebbe riservare qualche sorpresa.

Contenuto a cura di Fausto Nardi – agente immobiliare professionista e consulente immobiliare

Patrimoni senza eredi: perché sempre più immobili rischiano di restare senza un futuro (e perché conviene pianificare oggi)

In Italia ci sono miliardi di euro in immobili che potrebbero finire allo Stato. E molti proprietari non ne sono consapevoli.

Quando si parla di patrimonio, molte persone pensano immediatamente a conti correnti, investimenti finanziari o grandi ricchezze. In realtà, per gran parte delle famiglie italiane il patrimonio è rappresentato soprattutto dalla casa.

Negli ultimi giorni si è tornato a parlare di un fenomeno destinato a crescere nei prossimi anni: quello dei patrimoni senza eredi. Secondo le stime riportate da We Wealth e basate su elaborazioni della Fondazione Giordano Dell’Amore per Fondazione Cariplo, il valore dei patrimoni privi di eredi potrebbe raggiungere 88 miliardi di euro entro il 2040.

Una parte significativa di questa ricchezza è costituita proprio da immobili.

La domanda che molti proprietari dovrebbero iniziare a porsi è semplice: cosa succederà alla mia casa se un domani non avrò eredi diretti o non avrò pianificato il passaggio del patrimonio?

Patrimoni senza eredi: cosa sta succedendo

Il tema è tornato alla ribalta dopo una decisione del Tribunale di Modena relativa a un patrimonio immobiliare rimasto senza eredi e senza testamento. Dopo anni di giacenza ereditaria, gli immobili sono stati acquisiti dallo Stato secondo quanto previsto dall’articolo 586 del Codice Civile.

Si tratta di un fenomeno che potrebbe diventare sempre più frequente.

L’invecchiamento della popolazione, il calo delle nascite, l’aumento delle persone sole e la riduzione della dimensione delle famiglie stanno modificando profondamente la struttura patrimoniale italiana.

Secondo le stime citate dagli studi più recenti, i patrimoni senza eredi valgono oggi circa 8 miliardi di euro, potrebbero superare i 20 miliardi entro il 2030 e arrivare a oltre 88 miliardi entro il 2040.

Fonti:

  • We Wealth, “Muore senza eredi né testamento: patrimonio milionario va allo Stato” (12 giugno 2026)
  • Fondazione Giordano Dell’Amore per Fondazione Cariplo
  • Tribunale di Modena, caso di eredità vacante 2026

Cosa significa per il mercato immobiliare italiano

La notizia non riguarda soltanto il diritto successorio.

Riguarda anche il futuro del mercato immobiliare.

Molti dei patrimoni destinati a rimanere senza eredi comprendono abitazioni, terreni, locali commerciali e immobili a reddito.

Questo significa che nei prossimi anni una quota crescente del patrimonio immobiliare italiano potrebbe:

  • rimanere inutilizzata per lunghi periodi;
  • entrare sul mercato in modo non programmato;
  • essere gestita attraverso procedure complesse;
  • perdere valore a causa della mancata manutenzione;
  • generare minore liquidità per i proprietari.

Dal punto di vista immobiliare emerge un tema fondamentale: il patrimonio immobiliare produce valore soltanto se viene gestito.

Una casa lasciata senza pianificazione rischia di diventare un bene bloccato anziché una risorsa.

Vendere casa o aspettare? Una domanda sempre più attuale

Molti proprietari tra i 55 e i 70 anni possiedono immobili acquistati decenni fa.

In numerosi casi si tratta della casa di abitazione, di una seconda casa ricevuta in successione o di immobili acquistati come investimento.

Quando non esistono figli o eredi diretti, oppure quando la situazione familiare è complessa, la semplice conservazione del bene potrebbe non rappresentare la soluzione più efficiente.

La filantropia rappresenta certamente una possibilità legittima e meritevole.

Tuttavia, sotto il profilo patrimoniale e immobiliare, può essere opportuno valutare prima la valorizzazione del bene.

In molti casi un immobile può essere:

  • venduto alle migliori condizioni di mercato;
  • trasformato in liquidità;
  • destinato successivamente a finalità benefiche o familiari;
  • utilizzato per integrare il reddito durante la pensione.

La differenza è sostanziale: si passa da un patrimonio immobilizzato a un patrimonio pianificato.

Cosa cambia per chi possiede un immobile a Latina

Anche il mercato immobiliare di Latina e provincia sta vivendo le stesse dinamiche demografiche osservate a livello nazionale.

Molti quartieri sviluppati tra gli anni Sessanta e Ottanta sono oggi abitati da proprietari che hanno acquistato casa diversi decenni fa.

In numerosi casi si tratta di nuclei familiari più piccoli rispetto al passato o di persone che vivono sole.

Per questo motivo il tema della pianificazione immobiliare è destinato a diventare sempre più rilevante anche nel territorio pontino.

Chi possiede un immobile a Latina dovrebbe chiedersi:

  • l’immobile risponde ancora alle mie esigenze?
  • esiste una strategia per trasferire il patrimonio?
  • conviene mantenere il bene o valorizzarlo oggi?
  • qual è il reale valore di mercato della proprietà?

Conoscere il valore attuale dell’immobile rappresenta spesso il primo passo per prendere decisioni consapevoli.

E per chi vuole comprare casa?

Per gli acquirenti il fenomeno può tradursi in una maggiore disponibilità di immobili sul mercato nei prossimi anni.

Questo non significa necessariamente un calo generalizzato dei prezzi immobiliari.

I valori continueranno a dipendere principalmente da:

  • posizione;
  • qualità dell’immobile;
  • efficienza energetica;
  • servizi presenti nella zona;
  • accessibilità al credito e ai mutui.

Tuttavia, una maggiore offerta potrebbe aumentare le opportunità di acquisto in alcune aree e rendere ancora più importante la selezione degli immobili realmente competitivi.

Cosa dovrebbe fare oggi un proprietario

Non esiste una risposta valida per tutti.

Esistono però alcune valutazioni che meritano attenzione:

  • verificare la situazione patrimoniale e successoria;
  • conoscere il valore reale degli immobili posseduti;
  • comprendere costi e benefici del mantenimento nel lungo periodo;
  • valutare eventuali strategie di valorizzazione;
  • pianificare per tempo il futuro del patrimonio.

La vera differenza non è tra vendere o non vendere.

La differenza è tra decidere e subire gli eventi.

Un mercato sempre più legato alla pianificazione

Il fenomeno dei patrimoni senza eredi racconta un cambiamento profondo della società italiana.

Per molti anni la trasmissione della casa ai figli è stata considerata un passaggio naturale.

Oggi non sempre è così.

Per questo motivo il mercato immobiliare non riguarda più soltanto compravendite e mutui, ma sempre più spesso anche pianificazione patrimoniale, gestione del patrimonio e scelte di lungo periodo.

Comprendere per tempo il valore e il ruolo del proprio immobile significa mantenere il controllo delle decisioni e costruire un progetto coerente con i propri obiettivi personali, familiari e patrimoniali.

In un contesto che cambia rapidamente, la conoscenza del mercato e una valutazione professionale rappresentano strumenti utili per prendere decisioni con maggiore consapevolezza e minore incertezza.

Contenuto a cura di Fausto Nardi, consulente immobiliare professionista a Latina

Hai un immobile collabente? Per il mercato potrebbe essere arrivato il momento di rivalutarlo

Un fabbricato che sembrava difficile da vendere oggi potrebbe interessare molti più acquirenti

Per anni molti proprietari hanno considerato gli immobili collabenti come beni immobiliari con poche possibilità di mercato.

Fabbricati in stato di degrado, vecchie abitazioni rurali, ruderi o immobili che necessitano di interventi importanti spesso rimangono invenduti per lunghi periodi perché percepiti come troppo complessi o poco appetibili.

Oggi, però, il mercato potrebbe guardare a questi immobili con occhi diversi.

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 108/2026 del 25 maggio 2026, stabilisce infatti che il beneficio fiscale “prima casa” può essere riconosciuto anche per l’acquisto di immobili collabenti/inagibili censiti in categoria catastale F/2, purché tali immobili siano concretamente recuperabili e destinati ad abitazione entro tre anni dal rogito notarile, ampliando di fatto la platea dei potenziali acquirenti.

Cosa significa per il mercato immobiliare

Quando aumenta il numero delle persone che possono prendere in considerazione una determinata tipologia di immobile, aumenta anche il potenziale mercato per chi vende.

È esattamente ciò che potrebbe accadere per molti immobili collabenti.

Fino a poco tempo fa questi beni erano spesso esclusi dalle ricerche degli acquirenti alla ricerca della prima casa.

Oggi, invece, sempre più famiglie potrebbero valutare l’acquisto di immobili da recuperare, soprattutto in un contesto in cui i prezzi delle abitazioni già ristrutturate restano elevati e il costo di accesso al mercato continua a rappresentare una delle principali difficoltà per molte coppie.

Perché gli immobili F/2 potrebbero diventare più interessanti

Nel mercato immobiliare esiste una regola semplice: più aumenta il numero di potenziali acquirenti, maggiori sono le possibilità di vendita.

Gli immobili collabenti presentano spesso alcuni vantaggi che molti compratori stanno tornando a considerare:

  • prezzi di acquisto generalmente più contenuti;
  • possibilità di personalizzare completamente la futura abitazione;
  • presenza di spazi esterni o terreni pertinenziali;
  • localizzazioni che spesso non sono più facilmente reperibili sul mercato delle nuove costruzioni.

Per molte famiglie, soprattutto nelle aree periferiche o rurali, il recupero di un immobile esistente può rappresentare una valida alternativa all’acquisto di una casa già pronta.

Cosa può accadere a Latina

La città di Latina presenta numerose situazioni in cui questo scenario potrebbe avere effetti concreti.

Nell’Agro Pontino, nei comuni dell’entroterra e in diverse zone rurali del territorio esistono fabbricati inutilizzati, vecchie abitazioni agricole e immobili classificati come collabenti che negli ultimi anni hanno incontrato difficoltà nella commercializzazione.

Se aumenta l’interesse degli acquirenti verso il recupero edilizio, questi immobili potrebbero tornare ad essere considerati una reale opportunità di acquisto.

Non significa che ogni immobile collabente aumenterà automaticamente di valore.

Significa però che alcuni beni oggi considerati “fermi” potrebbero trovare un mercato più ampio rispetto al passato.

Conviene vendere adesso o aspettare?

Non esiste una risposta valida per tutti.

La scelta dipende da diversi fattori:

  • posizione dell’immobile;
  • possibilità di recupero urbanistico;
  • stato di conservazione;
  • presenza di terreni o pertinenze;
  • domanda effettiva nella zona.

Ciò che è cambiato è il contesto di mercato.

Per questo motivo può essere utile verificare oggi il reale valore commerciale di un immobile collabente anziché basarsi su valutazioni fatte anni fa.

In molti casi il mercato di riferimento e il profilo degli acquirenti interessati potrebbero essere molto diversi rispetto al passato.

Un errore da evitare

Molti proprietari rinunciano a vendere perché pensano che il proprio immobile non interessi a nessuno.

Nel settore immobiliare questa convinzione è spesso più diffusa della realtà.

La domanda corretta non è:

“Chi comprerebbe un rudere?”

ma piuttosto:

“Chi potrebbe essere interessato a trasformarlo in una casa?”

Sono due prospettive completamente diverse e possono produrre risultati molto differenti.

Valutare oggi per decidere con maggiore consapevolezza

Le dinamiche del mercato immobiliare cambiano continuamente e ciò che ieri appariva poco appetibile può acquisire nuova attrattività.

Per chi possiede un immobile collabente, una vecchia abitazione rurale o un fabbricato da recuperare, questo può essere il momento giusto per comprendere quale sia oggi il reale interesse del mercato e quali siano le opportunità concrete di vendita.

Hai un immobile collabente, un vecchio fabbricato rurale o un rudere che non hai mai messo sul mercato perché pensavi fosse difficile da vendere?

Potresti essere sorpreso da quanto sia cambiata oggi la domanda. Richiedi una valutazione professionale e scopri quale potrebbe essere il reale interesse degli acquirenti per il tuo immobile a Latina.

Contenuto a cura di Fausto Nardi, consulente immobiliare a Latina

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