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Digitalizzazione dell’archivio urbanistico: ormai è una necessità!

Proprio per l’importanza che vogliamo dare alla diffusione di questi contenuti (che vi preghiamo di condividere con quante più persone possibile), cercheremo di utilizzare un linguaggio molto semplice e poco “tecnico” – non ce ne vogliate – perché non c’è bisogno di essere “del settore” per essere coinvolti nell’argomento… anzi!

L’articolo è organizzato in 5 semplici risposte a 5 semplici domande. Cominciamo…

Cos’è l’archivio urbanistico? L’archivio urbanistico è uno spazio, ad oggi ancora fisico e di proprietà del comune, costituito da un deposito gigantesco che, nella nostra città, sta nei sotterranei del palazzo comunale e che è pieno di scaffali, sui quali sono ordinati – per anno di costruzione – degli enormi fascicoli contenenti una serie di documenti relativi a ciascun edificio della città. E’ bene precisare che archivio urbanistico e catasto NON sono la stessa cosa.

Che genere di documenti sono contenuti in questi fascicoli? Ci sono progetti, concessioni edilizie, concessioni in variante, documenti di collaudo, quando va bene certificati di agibilità o di abitabilità, documentazione relativa a pratiche di CILA o SCIA eseguite successivamente all’edificazione del fabbricato, progetti e certificazioni di impianti, eventuali condoni/sanatorie (che spesso stanno in un altro archivio che sta fisicamente da un’altra parte). Insomma, tutto ciò che riguarda la “storia urbanistica” di un edificio o di un immobile.

Perché si accede all’archivio urbanistico? Si accede all’archivio urbanistico per accertare la regolarità di un immobile. Spesso, infatti; e proprio perché ufficio urbanistico e catasto non sono la stessa cosa; non è sufficiente che la planimetria catastale sia conforme allo stato dei luoghi ma occorre che lo stato dei luoghi corrisponda a quanto autorizzato dal comune, in conformità alle leggi edilizie.

Quando è bene accedere all’archivio urbanistico? E’ buona norma farlo sempre quando si decide di mettere in vendita un immobile e SOPRATTUTTO PRIMA di metterlo in vendita, perché così c’è tempo di accertare che tutto sia ok, evitando poi, di fronte al notaio in sede di atto, di dichiarare – sotto la propria responsabilità – che ciò che si sta vendendo è conforme alle normative urbanistiche ed edilizie, assumendosi anche la responsabilità di risponderne in caso di dichiarazione mendace.

Chi e con quali modalità può accedere all’archivio urbanistico? Può accedervi chiunque, pagando una reversale alla tesoreria comunale (che varia a seconda della tipologia di documentazione richiesta) e richiedendo un appuntamento via pec, allegando l’apposita modulistica. E poi, quando si avrà accesso al fascicolo (i tempi di Latina, ad oggi, variano dai 30 ai 40 gg) bisognerà sapere quali documenti cercare.

Ora, è evidente che se l’archivio urbanistico fosse completamente digitalizzato e se le procedure di accesso all’archivio stesso fossero completamente automatizzate, tutto sarebbe più semplice ed immediato. E allora spargiamo la voce e  facciamola diventare un’esigenza così, chissà, magari un giorno, la digitalizzazione dell’archivio urbanistico diventerà una realtà…

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