Come cambia la tassazione e l’obbligo di partita IVA per i proprietari
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti modifiche per i proprietari che affittano immobili per periodi brevi (locazioni inferiori a 30 giorni), in particolare per evitare aumenti delle tasse e chiarire quando scatta l’obbligo di partita IVA. Queste novità hanno effetti diretti sulle strategie di investimento immobiliare, sulla gestione degli annunci e sulle scelte fiscali di chi mette a reddito una seconda casa.
Fino al 2025, ai fini fiscali si considerava attività imprenditoriale quando si affittavano quattro o più immobili con la formula degli affitti brevi.
Con la manovra 2026, questo limite viene ridotto da quattro a due immobili:
Questo significa che un piccolo investitore o un proprietario che affitta una sola seconda casa per brevi periodi continua a gestire la propria attività in modo semplice e con adempimenti più leggeri.
La normativa conferma una disciplina differenziata per la cedolare secca sugli affitti brevi:
Nota importante: nel testo definitivo della legge ci sono alcune specifiche sulla gestione tramite intermediario o portale telematico (es. Airbnb, Booking) che possono influenzare l’applicazione dell’aliquota al 21% in determinati casi.
Questa revisione degli affitti brevi ha un impatto diretto su:
Dal punto di vista del mercato immobiliare, questa norma può influenzare le strategie di investimento, le scelte di acquisto e la domanda di appartamenti destinati agli affitti brevi, soprattutto in aree ad alta vocazione turistica o con forte stagionalità.
Se gestisci immobili per affitti brevi o stai pensando di farlo, valuta:
Una consulenza fiscale mirata può aiutarti a ottimizzare redditività e adempimenti, scegliendo la strategia migliore per il tuo portafoglio immobiliare.
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Piazzale Prampolini 38, Latina
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